Stanno accadendo cose strane e pericolose, sarà il caso di vigilare.
Domani alla Camera dovrebbe essere votata la relazione delle opposizioni sul Media Freedom Act o meglio sulla mancata appplicazione in Italia.
Da quando è stato approvato, da quando la Commissione europea, nella relazione sullo stato di diritto ha prescritto all’Italia di cambiare la legge sulle nomine Rai, di arginare le querele bavaglio e di tutelare fonti e segreto professionale, l’Italia meloniana ha scelto di percorrere la strada opposta.
A poche ore dal voto sul tema é calato il più assoluto silenzio.
Ci sarà la diretta Rai? Gli italiani potranno finalmente essere informati sulle violazioni in atto?
Nelle stesse ore, ma guarda che casualità, al Senato si sta valutando di accelerare sul ddl sicurezza e di iniziare le votazioni già domattina.
Impauriti dai rilievi istituzionali e forse da quelli del Quirinale, la destra vorrebbe chiudere subito la partita, anticipando le centinaia di iniziative promosse dalla Rete no ddl sicurezza, alla quale ha aderito anche Articolo 21.
In quel testo, pessimo in in ogni sua parte, sono stati introdotti nuovi bavagli per colpire il pensiero critico e per distruggere la tutela delle fonti, nella Rai, nelle emittenti e nelle agenzie.
Scuola,università,emittenti , agenzie saranno costrette a fornire dati e informazioni su richiesta dei servizi segreti.
Quando verranno chiesto i fogli di viaggio e i tabulati telefonici degli autori delle inchieste su traffico d’armi, sulla trattativa Stato mafia, sui traffici con la Libia, la Rai cosa farà? Inizierà la stagione dello spionaggio e della delazione?