Il Ddl Sicurezza, o insicurezza per essere più chiari, forse si sta arenando. Pare, infatti, che Mattarella abbia espresso perplessità su non pochi punti e, soprattutto, la mobilitazione in atto nelle università e nel Paese, ad opera della società civile e delle frange più illuminate dell’opposizione, comincia a dare i suoi frutti.
Guai, tuttavia, ad abbassare la guardia! Anche per questo abbiamo incontrato Francesca Caprini e Giovanni Russo Spena, in prima linea nella battaglia contro un provvedimento pericoloso e liberticida che condurrebbe l’Italia a un passo dell’Ungheria di Orbán, allontanandola non poco dal concetto stesso di democrazia liberale.
L’esecutivo non mollerà e il testo, magari rimaneggiato, sarà comunque ripresentato. Noi nemmeno, nella speranza che questa maggioranza vada a casa prima di arrecare ulteriori problemi a un Paese già messo in ginocchio da una crisi che non è solo economica ma diremmo esistenziale.