Uno schiaffo a chi è morto per combattere il fascismo e la mafia. In queste ore sta comparendo questo cartello infame quasi in contemporanea in decine di scuole italiane, da Nord a Sud. E sopra c’è scritta la più grossa bestemmia mai pronunciata da essere umano. Che diventa orrore se esposta da ragazzi di 16, 17 anni dentro una scuola. Sia chiaro, non è goliardia né una ragazzata. Questo cartello, scritto, postato e rivendicato in tutta Italia dall’organizzazione di estrema destra Blocco studentesco, una sorta di giovanile di CasaPound, è una vergogna nazionale. È uno schiaffo insieme a chi è morto per combattere la mafia e il fascismo. Due cancri figli della stessa cultura di sopraffazione e morte. E non nasce dalla semplice ignoranza di qualche ragazzino, ma sdoganamento del fascismo che ogni giorno viene alimentato da esponenti politici, dai camerati che risalgono dalle fogne, dal senso di generale impunità di cui neo e post fascisti godono ovunque. In un Paese serio tutti i responsabili di questo scempio devono essere identificati e puniti, secondo la legge e la loro età. Così avviene in una democrazia. Ma, se vogliamo davvero estirpare questo tumore, bisogna prima cercare, riconoscere e isolare i mandanti (adulti) politici e morali. L’indignazione non basta più. Serve la Cultura, l’Educazione. La Legge.
