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Lavoro. Fratoianni (Avs): silenzio scandaloso dei media sullo sciopero dei metalmeccanici

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Buongiorno oggi vorrei parlarvi della notizia che non c’è, ci sono delle eccezioni naturalmente da Avvenire al Manifesto, ma nella maggior parte dei quotidiani del nostro Paese  è calato un impressionante silenzio.
 Eppure ieri c’è stato lo sciopero unitario dei principali sindacati dei metalmeccanici italiani, ieri hanno invaso le strade dal nord al sud con le loro manifestazioni, hanno bloccato molte fabbriche,  in alcune di queste l’adesione ha persino superato il 90%.
A me pare scandaloso che questa notizia sia stata cancellata.
Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs in un video che sarà pubblicato sui social.
Un silenzio scandaloso- prosegue il leader di SI – anche perché quando in Parlamento arriva qualche imprenditore potente, come è successo di recente anche con il presidente di Stellantis ci sono titoli in prima pagina, o addirittura ci sono articoli che descrivono, pensate un po’, com’erano vestiti quegli imprenditori. Ma quando si tratta di far ascoltare la voce degli operai nulla, cala il silenzio.
Ma perché?  Cosa chiedevano di così incredibile? Semplicemente chiedevano il rispetto dei loro diritti, il rinnovo del contratto di lavoro: 280 € lordi in più per i prossimi tre anni, e invece la controparte imprenditoriale ha detto no,  ha rotto il tavolo delle trattative, ha detto massimo 170 €lordi per i prossimi 4 anni quindi ancora meno soldi.
Chiedevano una cosa semplice e fondamentale in un Paese come il nostro nel quale gli stipendi sono al palo,  le pensioni pure e il costo della vita invece aumenta sempre di più, e gli stipendi in Italia in termini reali sono i più bassi del G20 
Ecco gli operai e le operaie metalmeccaniche ieri hanno dimostrato che  non si rassegnano, si mobilitano e  scioperano per rivendicare i loro diritti e per cambiare questo Paese
 E allora quella voce viene silenziata perché qualcuno forse ha paura che la lotta e la non rassegnazione siano contagiose, che anche voi possiate dire basta, ora ci ribelliamo,  vogliamo i nostri diritti, vogliamo degli stipendi più alti, un lavoro migliore e più sicuro. 
Ecco, io penso – conclude Fratoianni – che invece sia necessario mobilitarsi e non rassegnarsi, ed è il motivo per cui ero in piazza con loro, per cui sosteniamo quella lotta. 

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