Il testo attuale dell’articolo 31 del Ddl sicurezza, che ad horas approderà al Senato, riguarda l’imposizione a consegnare atti ai servizi segreti non solo per la Rai ma per tutte le emittenti televisive e radiofoniche in quanto, appunto, titolari di una concessione pubblica. Ciò rende quel testo ancora più pericoloso per la democrazia, come ha spiegato l’avvocato Giulio Vasaturo alla riunione di Articolo 21 di questa mattina. Un incontro al quale hanno partecipato i parlamentari Chiara Braga, Walter Verini e Giuseppe De Cristofaro oltre a Gianluca Peciola della rete “A pieno regime” che si prepara ad organizzare una protesta allargata agli studenti, alle università (anch’esse ‘colpite’ dall’articolo 31) e da varie associazioni , tra cui la nostra che ha aderito alla proposta. E’ prevista inoltre la presenza di una delegazione dell’Ordine nazionale dei giornalisti alla discussione al Senato del decreto, come anticipato sempre questa mattina dalla segretaria Paola Spadari. Il ddl va contro l’European Media Freedom Act che prevede espressamente la tutela delle fonti dei giornalisti e comunque, purtroppo, non è l’unica legge che viola l’Emfa, come ha ricordato il garante di Articolo 21, Vincenzo Vita. “Per questo occorre una mobilitazione condivisa. E’ inammissibile che si insista in questo decreto nel voler costringere i giornalisti a rivelare le fonti, quando esse sono alla base della professione, tutelate espressamente secondi un principio ribadito dal Media Freedom Act e da numerose sentenze della Corte Europea. – sottolinea Giuseppe Giulietti, coordinatore dei presidi di Articolo 21 – E’ il motivo per cui abbiamo accettato subito di partecipare alle iniziative della rete ‘A pieno regime’ illustrate nella riunione da Gianluca Peciola”.
(Nelle foto una manifestazione di studenti – dalla pagina di A pieno regime – e la riunione di stamane di Articolo 21)