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Spionaggio Paragon, Ordine nazionale e Federazione della Stampa presentano un esposto. Vasaturo: fatto gravissimo, abbiamo il diritto di sapere

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L‘Ordine Nazionale dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) hanno presentato una denuncia contro ignoti sul caso Paragon. L’esposto è stata depositato presso la Procura di Roma e intende fare chiarezza sullo scandalo legato allo spionaggio illegale subito da sette italiani, tra cui il direttore di Fanpage.it Francesco Cancellato, tramite Graphite, il trojan venduto dall’azienda israeliana Paragon Solutions. E proprio la presenza di un giornalista tra gli spiati legittima gli organismi di rappresentanza dei giornalisti a chiedere alla Procura di Roma l’accertamento della violazione degli articoli 617, 617  bis, quater e quinquies. Come ha spiegato il legale incaricato di seguire l’esposto, l’avvocato Giulio Vasaturo, “siamo davanti ad un atto molto grave e abbiamo il diritto-dovere di conoscere cosa è successo e quali siano le responsabilità penali, che, val la pena ricordare, sussistono anche nel caso in cui il software sia stato installato soltanto e non vi siano state captazioni”. Finora le risposte fornite dal Governo non hanno chiarito chi ci sia dietro lo spionaggio, per quale ragione i dispositivi di Francesco Cancellato, del capomissione di Mediterranea Saving Humans, Luca Casarini, e dell’armatore Beppe Caccia siano stati infettati con il software, e a quali informazioni hanno avuto accesso i responsabili di quest’operazione. Questa mattina presso la sede della Fnsi si è tenuta la conferenza stampa per spiegare le motivazioni che sono alla base dell’esposto e vi hanno preso parte la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, il presidente della Fnsi, Vittorio di Trapani, il presidente e la segretaria del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli e Paola Spadari, e l’avvocato Giulio Vasaturo, incaricato, appunto, di seguire l’andamento dell’esposto.
“È un atto straordinario di cui percepiamo la gravità, ma non era più possibile attendere oltre: se il Governo non chiarisce a questo punto non possiamo che rivolgerci alla magistratura. – ha detto durante la conferenza stampa il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli – Dopo 20 giorni di attesa, 20 giorni di incoerenze, di incomprensioni, di versioni contrastanti, non è più possibile attendere», aggiunge Bartoli che ricorda: «È possibile che ci si trovi di fronte a qualche scheggia impazzita, ma questo software non si compra al supermercato. Pochissimi soggetti lo possono avere in uso e quindi nella regola giornalistica delle 5 W ne mancano due: il chi e il perché. E questo chi e il perché devono venire fuori”.

“Noi pensiamo che il caso di Cancellato non sia isolato. Pensiamo che ci possano essere altri giornalisti spiati e abbiamo la necessità di sapere se ci sono, quanti sono, perché sono stati spiati e soprattutto da chi sono stati spiati. Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di presentare questa denuncia. – ha dichiarato la segretaria della Fnsi, Alessandra Costante – È una denuncia contro ignoti, spetterà poi alla Procura della Repubblica individuare il reato. Noi abbiamo semplicemente dato un ventaglio di possibilità e ci aspettiamo che la Procura di Roma faccia chiarezza laddove il governo in questo momento non vuole farla, perché non risponde in Parlamento alle domande dell’opposizione e non fa chiarezza rispetto ad un caso gravissimo in cui i cittadini italiani vengono spiati. E voglio sperareche siano schegge impazzite dello Stato e non parti dello Stato controllate da una catena di comando. Noi ci auguriamo che la magistratura riesca a fare quella chiarezza che la politica non vuole fare”.
E il presidente della Fnsi, Vittorio di Trapani, ha aggiunto: “Quello che noi vogliamo è sapere chi è stato spiato, da chi e perché è stato spiato. Non è tollerabile il segreto di Stato su informazioni del genere. La Costituzione ci richiama a un dovere che è quello di rispettare e di attenerci ai trattati e ai regolamenti europei e l’Unione Europea con il Media Freedom Act ci dice che i giornalisti non si possono spiare. Non si sta giocando una partita che riguarda una casta, ma una partita a tutela di valori costituzionali, del diritto dei cittadini ad essere informati. Ecco perché serve chiarezza. Questa vicenda  è molto preoccupante”.
Ordine e Federazione inoltre hanno lanciato un appello a tutte le giornaliste e giornalisti ad avvisare Odg e Fnsi nel caso abbiano ricevuto un messaggio analogo in modo da integrare la denuncia.

 


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