Casapound “irrompe” nelle scuole pubbliche italiane con un inquietante messaggio: “antifascimo=mafia”. E così a poche settimane dall’ottantesimo anniversario della Liberazione dal fascismo, in un momento in cui cresce la preoccupazione di un ritorno dei metodi fascisti, compreso il saluto dell’epoca rispolverato negli Stati Uniti, si concretizza una storia inquietante per di più nelle scuole.
Non si tratta di un episodio isolato, ma di una vera e propria un’azione concertata che in poche ore ha coinvolto almeno una dozzina di licei, istituti tecnici e professionali da Bolzano a Roma, dall’Aquila ad Avellino. Le foto, scattate nelle scuole, sono tutte uguali: studenti con il volto pixelato esibiscono uno striscione con la scritta «antifascismo=mafia». Un’equivalenza che offende i principi fondamentali della Repubblica. E che mira a violare un luogo, la scuola, che è per definizione presidio democratico. Autori dell’attacco, i militanti di Blocco Studentesco, associazione giovanile vicina a CasaPound. Condanna di studenti e presidi. Nessuna reazione ieri dal ministero dell’Istruzione e del Merito.