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Sandro Ruotolo: il sit in del 7 febbraio sotto la Rai è un appuntamento in difesa della Costituzione

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Perché andare a manifestare il 7 febbraio sotto la sede della Rai lo spiega  bene Sandro Ruotolo, Responsabile informazione e cultura del Partito Democratico e giornalista consumato di cronaca, uno di quelli che conosce cosa significa “scrivere contro”, uno dei cronisti italiani sotto scorta per questo motivo. “Non è un sit in per i giornalisti ma per tutti i cittadini che hanno diritto di essere informati – dice – e non si tratta di un appuntamento volto a denunciare l’esistenza di una tv di Stato soggiogata dal Governo, TeleMeloni, che pure è un elemento di gravità totale.  E’ una questione sociale assai più ampia e afferisce il peso antidemocratico di questa maggioranza. Queste cose accadono perché abbiamo il governo più di destra dalla caduta del fascismo e si vede dai provvedimenti, dalle scelte che sta adottando, contro la  magistratura, contro i giornalisti, contro la libera informazione. In questo momento in Italia le due destre gareggiano con Vox e la Le Pen”

A restringere lo spazio della libera informazione e dell’indipendenza della magistratura ci avevano provato anche altri. Berlusconi per esempio. Qual è la  novità?

“Questo Governo sta andando oltre Berlusconi. Lì c’era un conflitto d’interesse, grave con brutte conseguenze. Oggi vediamo un interesse a soffocare libertà democratiche, è in essere un attacco alla Costituzione e all’articolo 21. Nel mirino sono finite la cultura e l’informazione e noi sappiamo che la cultura è tale se è libera, l’informazione è tale se è libera. Questo concetto è ben presente nelle molte associazioni che stanno aderendo o hanno già aderito al sit in del 7 febbraio, come Articolo 21 e Rete No Bavaglio”.

Le leggi bavaglio calano su una situazione già molto compromessa, pensiamo alla sicurezza dei giornalisti italiani, a quelli sotto scorta e a tutti gli altri minacciati…
“Appunto, i giornalisti fino ad oggi sono stati tutelati dallo Stato. Ora invece siamo di fronte ad un Governo, un’istituzione, che insegue, denuncia, denigra, blocca i giornalisti e si mostra insofferente verso al libertà di stampa. Siamo davanti al una Presidente del Consiglio che non risponde alle domande e attacca i giornalisti, addirittura un intero giornale, Repubblica. E’ poi abbiamo un parlamentare, Angelucci, che già possiede tutti i giornali di centrodestra e si accinge ad acquistare l’Agi. E’ una situazione effettivamente molto grave”.

L’Europa da un po’ tiene sotto osservazione l’Italia e ci ha già paragonato a Paesi come l’Ungheria…

“Per questo è importante dire la nostra, che è poi la voce dei cittadini, il 7 febbraio. L’Europa ci osserva e vede che il livello di democrazia sta scendendo come scende lo spazio di libertà dell’informazione”.


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