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Bonus c/o edilizia. Crisi di overdose in un mercato drogato

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Una studentessa di Milano sta attuando una protesta singolare ed efficace: vivere in una tenda davanti al Politecnico. Questa protesta stigmatizza la voracità degli speculatori immobiliari, che sfruttano la mancanza di alloggi per pretendere locazioni indecenti, sia nel prezzo (€.700-800 /mese x stanza) che per la pessima qualità degli immobili. Tra le tante “soluzioni” proposte dai giornalisti, nessuna che affronta il problema: non si costruiscono più case. Questo è anche uno dei motivi più rilevanti per la denatalità oggi in Italia: senza “nido” non nascono “pulcini”.

Quello che era stato indicato come un aiuto all’edilizia si è dimostrato un siluro contro le ditte oneste. Mi riferisco all’ormai famigerato “Bonus casa” che ha dato un notevole aiuto alle imprese truffatrici, soprattutto quelle inesistenti. Si  presume che quelle decine di miliardi di truffe scoperte siano il classico “tip of iceberg”, in quanto, in genere si persegue un decimo dei delitti denunciati, e, nel caso in essere, non è mai partita alcuna denuncia privata. Basti pensare alle centinaia di milioni di euro che una ditta inesistente ha incassato per condomini inesistenti, su progetti inesistenti e (incredibile!) per comuni inesistenti. Creando problemi alle ditte oneste, anche se non coinvolte.

La legge dei “Bonus” è letteralmente criminogena. In quanto non pone un tetto ai costi e finanzia solo su fatturazioni che, ovviamente, non prevedono un ribasso. Si è drogato il mercato delle costruzioni edilizie con incrementi che, nei prezziari regionali, è cresciuto già del 30%, mentre nel privato i preventivi sono incrementati del 50%. Impossibile lavorare, per le imprese oneste.

Il “bonus” si aggiunge alla congiura che speculatori finanziari ed immobiliari (l’edilizia crea invece occupazione) hanno intrapreso contro le imprese edili oneste. La finanza vuole avere l’esclusiva sui conti correnti italiani (duemila miliardi di euro, dieci Pnrr) evitando che qualcuno possa anche solo pensare di investire nel mattone. Il caso della ragazza di Milano illumina sulla speculazione immobiliare. Il tutto con il suggello dell’Ispra che delira sul “consumo del suolo”, ininfluente.


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