80 anni dalla Liberazione, verso il 25 aprile 2025

Draghi atlantista non subalterno

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Il cessate il fuoco in Ucraina passa per il grano. Almeno è il primo passo. Draghi ne è convinto. Kiev è tra i maggiori produttori mondiali di cereali. Il presidente del Consiglio chiede a Putin di «lasciar partire le navi cariche di grano» destinate ai paesi più poveri del mondo e bloccate nei porti ucraini.

Compiuto questo primo passo, gli Stati Uniti e la Russia devono essere le grandi protagoniste dell’avvio delle trattative di pace. Draghi, subito dopo l’incontro con Biden alla Casa Bianca, ha scandito: «Washington deve sforzarsi di arrivare al tavolo» del negoziato per arrivare a una pace “non imposta” a Zelensky.

Non è esattamente la posizione del presidente degli Stati Uniti. Biden ha cavalcato una linea oltranzista (Putin è “un criminale di guerra”, “un dittatore”, “un macellaio”). Il presidente della Federazione Russa e i suoi uomini del Cremlino hanno spinto sull’acceleratore dell’aggressione militare verso Kiev minacciando persino il ricorso alle armi atomiche contro l’Occidente.

Draghi è un deciso atlantista: «Putin ha pensato di poterci dividere» ma ha «fallito». È un convinto sostenitore dell’alleanza strategica con gli Stati Uniti, ma in autonomia, non da posizioni subalterne. Vuole porre immediatamente fine alle stragi e alle distruzioni di case, ospedali e scuole in Ucraina: «È giunto il momento di chiedersi come arrivare alla pace». Anche in passato ha marcato la sua autonomia dall’America.

Draghi è anche un appassionato europeista. Italia, Francia e Germania si muovono in sintonia: forniscono armi a Kiev per difendersi, decidono sanzioni contro la Russia, ma fanno di tutto per arrivare alla pace. Vogliono scongiurare un allargamento della guerra alla Nato perché avrebbe conseguenze pericolosissime. Macron vuole giungere con urgenza a un cessate il fuoco e anche il presidente della Repubblica Francese sollecita Putin a permettere la partenza delle navi cariche di grano ucraino.

Olaf Scholz in un colloquio esorta Putin a un cessate il fuoco in Ucraina «quanto prima». Anche il cancelliere tedesco è per la partenza delle navi cariche di grano. I prezzi sono schizzati con la guerra. Ricorda al presidente russo la «responsabilità speciale» di Mosca per l’approvvigionamento alimentare mondiale. La commissione europea si è mobilitata per la creazione di corridoi di solidarietà per facilitare le esportazioni agricole ucraine.

Francia, Germania e Italia si muovono in sintonia per la fine dei combattimenti in Ucraina e per impedire l’ampliamento del conflitto, l’incubo della terza guerra mondiale. Qualche segnale di apertura è arrivato anche da Washington. Il segretario statunitense della Difesa Lloyd Austin in un colloquio telefonico con il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu ha chiesto «un immediato cessate il fuoco» in Ucraina.


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