80 anni dalla Liberazione, verso il 25 aprile 2025

Pacifismo cercasi

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Si avvicina la Marcia Perugia-Assisi e La Nuova Ecologia ha cercato di capire qual è lo stato di salute del pacifismo italiano. Lo ha fatto chiedendolo a 6 persone protagoniste del movimento per la pace, a partire dalle dichiarazioni di Gino Strada.

Fabio Dessi

Del movimento pacifista italiano ce ne saremmo occupati nel prossimo numero, se non in quello ancora successivo. Con l’avvicinarsi della marcia Perugia Assisi del 7 ottobre, insomma.

La spinta a parlarne ora arriva dal rumore sollevato dalle dichiarazioni di Gino Strada. Nei giorni successivi alla rappresaglia di Usa, Francia e Gran Bretagna contro il regime di Bashar al-Assad per il presunto uso di armi chimiche ai danni dei civili siriani, il fondatore di Emergency è stato intervistato da diverse testate.

Nella trasmissione Circo Massimo su Radio Capital gli è stato chiesto dove fosse il popolo pacifista: “Non si sta mobilitando perché ormai è subentrata la frustrazione, un senso di impotenza, dato che la politica va in un’altra direzione. Si dice che la guerra è brutta finché la fanno gli altri, poi quando la fanno gli amici… Spesso a dirsi pacifista è chi poi i conflitti li fa e li sostiene”. Più diretto sul Corriere della Sera: “Il movimento pacifista è finito dopo che i politici del centrosinistra sono saltati sul carro. Poi sono andati al governo e hanno rifinanziato le missioni di guerra”.

Partendo da queste affermazioni, Nuova Ecologia ha cercato di capire qual è lo stato di salute del pacifismo italiano. E ha cercato di farlo dando voce a sei persone, a diverso titolo protagoniste del movimento per la pace nel nostro Paese: Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace, Sergio Bassoli, coordinatore della Rete della Pace, Carlo Cefaloni, portavoce del Movimento dei focolari, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, Giulio Marcon, scrittore, fondatore della campagna “Sbilanciamoci” e deputato nella scorsa legislatura, Mao Valpiana, presidente del Movimento nonviolento. Ecco le loro risposte alle cinque domande poste da Nuova Ecologia.

Il movimento pacifista italiano è finito come sostiene Gino Strada?

Flavio Lotti. Non amo polemizzare con chi ha dedicato la sua vita a portare soccorso alle vittime delle guerre. Il movimento sta attraversando un grande periodo di difficoltà perché tantissime persone e organizzazioni, che un tempo alimentavano la mobilitazione, hanno cancellato il tema dalla propria agenda. Per quanto riguarda il legame col centrosinistra, non so come Strada possa averlo identificato: io ho visto tante persone impegnarsi per la pace e uomini politici dargli ogni tanto… Continua su perlapace


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