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8 marzo. “Sguardi di donne sulle donne del Mediterraneo” in mostra a Milano

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La rassegna che inaugura il 7 marzo a Milano è dedicata alle fotografe che hanno elaborato progetti di ricerca sulle condizioni che le donne vivono nelle svariate realtà dei paesi del Mediterraneo. Un percorso espositivo avviato per dare spazio ad una fotografia sempre più vicina “al fattore umano, alla persona e alla sua socialità come valore essenziale”

MILANO – L’arte fornisce un contributo essenziale all’interazione tra culture, terreno fertile al dialogo e alla contaminazione è un ‘luogo’ dove riconoscersi e la fotografia come espressione artistica, concorre a veicolare maggior conoscenza. E la conoscenza facilita la socialità. È questo, in sintesi, il senso per il quale nasce nel 2012 Mediterraneo: fotografie tra terre e mare, progetto espositivo curato da “Lo Cunto”, associazione di promozione sociale, che scandaglia, attraverso l’occhio attento di reporters e fotografi, l’attualità e la cultura del Mediterraneo, territorio ideale da raccontare, scoprire e svelare “che accomuna e ritrova nell’interazione alcune delle sue radici”. La fotografia comunica e invita a vedere “ad aprirsi a nuovi punti di vista, ad altre culture, all’altro da sé” e il Mediterraneo è un luogo di mediazione e relazioni, un laboratorio di intrecci culturali dove le arti coesistono, dialogano e si contaminano.

La rassegna, che ospita differenti generi della fotografia e varie generazioni, dal 2015 dedica uno spazio ai racconti al femminile “elemento fondante nella trasmissione della cultura”, attraverso il bando “Sguardi di donne sulle donne del Mediterraneo” (i bandi per l’edizione 2017 sono tuttora aperti e gratuiti). Le ricerche elaborate dalle fotografe: Daniela Bazzani, Iole Capasso, Eleonora Carlesi, Elena Franco, Antonella Monzoni e Mara Scampoli, saranno esposte dal 7 al 24 marzo 2017 a Milano all’interno della Mediateca Santa Teresa di Brera (via della Moscova) “uno dei luoghi dove si costruisce la nuova cittadinanza senza confini”. Il percorso curato da Patrizia Varone e composto da 60 immagini, esplora alcune delle condizioni che le donne vivono nelle svariate realtà dei paesi del Mediterraneo e pone l’accento sull’Italia e i Balcani. Un’esperienza avviata per dare spazio “ad una fotografia sempre più vicina al fattore ‘umano’, alla persona e alla sua socialità come valore essenziale”. (slup)

Da redattoresociale


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