80 anni dalla Liberazione, verso il 25 aprile 2025

Quella drammatica foto è uno schiaffo a tutti noi. Ma ora smettiamo di esibirla…

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Il rischio dell’assuefazione alla tragedia c’è e fa bene padre Antonio Spadaro a metterci in guardia (” La Civiltà’ Cattolica” andrebbe letta con un’attenzione maggiore da quelli che fanno il mestiere del giornalista).
Ma purtroppo occorre prenderne atto: in questo momento storico nel nostro Paese – ma non è che negli altri la situazione sia molto migliore – l’unico modo per scuotere le coscienze sembra essere lo schiaffo. E quella drammatica foto e’ uno schiaffo a tutti noi, ma innanzitutto alla politica: una politica che non è in grado di mettere in campo una strategia vera per affrontare un problema epocale. Il dibattito gira intorno al “buonismo” e al “cattivismo”. Urla, scontri e nessun ragionamento.
Agli insulti da osteria non c’è fine, ma per la costruzione di un disegno realistico non c’è inizio. Nessuno che ragioni sul “come” coinvolgere queste masse disperate, e – se vogliamo essere anche materialisti – “come farle fruttare”, (inteso nel suo senso più nobile).
Ancora una volta e’ la tanto antipatica Angela Merkel a fare la parte della statista aprendo loro, inaspettatamente,le porte della Germania.
Ma torniamo a padre Spadaro. Ha ragione: probabilmente a forza di vedere quella foto ci assuefaremmo. E allora piccola,modesta proposta ai nostri colleghi: facciamola sparire per un po’ di tempo, smettiamo di esibirla. La frustata alle nostre certezze l’ha data, non facciamola diventare ordinaria amministrazione. Teniamola pronta per quando – temo molto presto – la politica dimenticherà gli impegni presi sull’onda dell’emozione: deve diventare una spada di Damocle da brandire con determinazione,ma solo al momento opportuno.
Non fa bene a nessuno l’escalation emotiva, la tragedia e’ già abbastanza acuta.Non possiamo sostituire alla pochezza dell’elaborazione politica la violenza delle immagini.
Non possiamo “abituarci”.  Così come non dobbiamo abituarci ai disegni della politica.
Per esempio non mi piace – pur rivendicando io il mio essere “moroteo” e quindi orientato politicamente in una senso preciso – l’uso che il presidente del consiglio fa della Tv. Non è che i videomessaggi di Berlusconi fossero inaccettabili perché li faceva il capo del centrodestra. I videomessaggi rimangono inaccettabili perché bypassano la funzione essenziale del giornalista: la mediazione tra notizia e lettore!
Per Berlusconi nelle redazioni della Rai facemmo l’inferno, oggi mi sembra che regni il nulla assoluto: fummo eccessivi allora? Beh siamo troppo silenziosi oggi.

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